Ecopans risponde ad alcuni dubbi sulla

MACCHINA DI COMPOSTAGGIO

La macchina di compostaggio ECOPANS è una macchina elettromeccanica in cui il processo aerobico viene mantenuto e accelerato dal continuo apporto di aria e dalla continua movimentazione del materiale organico. La macchina ha almeno 2 camere di compostaggio (in base ai modelli), separate, per ottimizzare il processo di compostaggio. I rifiuti organici vengono introdotti nella prima camera attraverso:

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una bocca di carico manuale, in cui l’utente conferisce direttamente il proprio rifiuto organico, a cui può essere applicato un sistema alza-voltabidoni. E’ il caso di mense, ristoranti o piccole comunità; 

  • un sistema di caricamento rapido e automatico mediante una tramoggia in grado di ricevere i rifiuti raccolti dal servizio porta a porta mediante i più comuni automezzi adibiti a tale scopo.


Nelle camere i rifiuti vengono movimentati in modo automatico, ad intervalli preimpostati, attraverso una coclea, e ossigenati costantemente grazie alla presenza di una ventola di areazione. Il passaggio del materiale da una camera alla successiva avviene in modo completamente automatico, così come l’uscita del compost.

Certamente, la macchina è a flusso continuo, e consente l’introduzione del rifiuto organico in qualsiasi momento.

  • Avanzi biodegradabili di cucine e mense (scarti di verdura e frutta, pane, fondi di caffè e bustine di tè, gusci d’uovo, tovaglioli di carta sporchi di cibo e non trattati chimicamente)

  • Piccoli scarti di orto e/o di giardino (fiori secchi o appassiti, foglie secche, piccoli gambi etc.)

  • Segatura, piccoli scarti di corteccia e legno qualora non trattati chimicamente

  • Materiale filtrante (corteccia naturale) derivante dalla manutenzione periodica del biofiltro

Non possono essere inseriti, seppur materiali organici, le ossa e i gusci dei molluschi (richiedono tempi molto lunghi per essere degradati).

I rifiuti non compostabili NON POSSONO ESSERE IMMESSI NELLA MACCHINA DI COMPOSTAGGIO, quali ad esempio: sassi, batterie, plastica, lattine, vetro e contenitori vari anche se contenenti residui alimentari, come ad esempio tubetti di maionese o ketchup, concentrato di pomodoro, vasetti contenenti resti di sugo o di altri alimenti, capsule usate di caffè, o altro materiale diverso da quello specificato dal costruttore.

Sì, il materiale organico può essere introdotto in sacchetti di Mater-B, in plastica biodegradabile, oppure in sacchetti di carta compostabile, o anche sfusi.

Nessun problema, il materiale non compostabile sarà espulso insieme al compost in uscita. Per togliere eventuali residui di materiali non compostabili erroneamente introdotti, sarà utile utilizzare un setacciatore (Ecopans propone un vaglio integrato alla bocca di uscita del compost). Migliore è la qualità del rifiuto organico inserito, maggiore è il grado di purezza del compost finale.

Ad ogni caricamento di organico va aggiunta una quantità di strutturante (solitamente pellet) pari al 10-15% dell’organico introdotto. La sua funzione è quella di togliere l'umidità al materiale organico e di attivare il processo di compostaggio.

Si è possibile, anche se non può sostituire totalmente lo strutturante. Possono essere introdotti sfalci e ramaglie di piccole dimensioni, opportunamente sminuzzati con un cippatore fino ad arrivare ad una dimensione massima di 1-1.5 cm e ben essiccati. Tuttavia sarà necessario aggiungere comunque una parte di pellet, circa 8-10% poiché il materiale cippato non ha lo stesso potere asciugante del pellet.

Dipende dai modelli, le macchine più piccole necessitano di 230V, 3/3,5 KW, i modelli di taglia superiore di 400V, 8-15 KW.

Il macchinario è a ciclo continuo; quindi, è costruito per non fermarsi mai. Qualora ci fosse un'anomalia, essa è segnalata con una spia rossa ben visibile dall'operatore, ed in quel caso non si devono immettere rifiuti, sarà necessario effettuare una procedura di reset e riavvio della macchina (semplice, 2 minuti) prima di poter ripartire con il normale utilizzo.

No. ll macchinario non necessita di rimanere fermo.

Si dovrà concludere il ciclo lasciando accesa la macchina fino al 60esimo giorno, al termine del ciclo si effettuerà lo scarico e poi si potrà spegnere la macchina per il tempo desiderato. Alla riaccensione si riprenderà con un nuovo ciclo di compostaggio. 

La macchina è piuttosto silenziosa, e in più le rotazioni interne per la movimentazione del materiale non sono continue, ma si attivano a cicli preimpostati, programmate in genere con attività di 10 minuti ogni 4-5 ore.

Il materiale all’interno della macchina viene movimentato ed areato, per accelerare il processo di compostaggio e per evitare la formazione di cattivi odori. Se, quindi, la macchina è in funzione e viene aggiunta la sufficiente quantità di strutturante, il processo di compostaggio avviene correttamente e senza odori sgradevoli. Inoltre la macchina è dotata di un biofiltro a corteccia naturale che aiuta a prevenire i cattivi odori.

Nel caso di alte temperature il processo di compostaggio sarà favorito e le macchine sfrutteranno i raggi solari per scaldarsi senza l’utilizzo del riscaldatore. Se la macchina andrà posizionata in zone con temperature rigide il riscaldatore interno, installato su tutte le macchine, resterà attivo per più tempo per garantire le temperature idonee per un corretto processo di compostaggio.

La normativa italiana prevede un ciclo di 90 giorni in totale per la produzione del compost. Ecopans ha deciso di suddividere il ciclo in 60 giorni nella macchina di compostaggio e 30 giorni in cumulo esterno. Altre aziende suddividono il ciclo in 30 giorni nella macchina e 60 in cumulo, è evidente che il compost che rimane 60 giorni all’interno delle compostiere avrà un grado di stabilità superiore e non genererà odori o perdite di liquidi.

Una semplice e costante manutenzione garantisce una lunga e duratura vita al macchinario; pertanto, con cadenza trimestrale è consigliato fare manutenzione ordinaria alle parti più sensibili alle usure (es. pulizia esterna, lubrificazione cuscinetti, controlli visivi di carattere generale)

Sì, le quantità indicate si riferiscono alla capienza massima, è consigliabile attenersi a dette quantità, per evitare sovraccarichi. Tuttavia, se un giorno si carica un po’ più di materiale di quello indicato sarà sufficiente non caricarla il giorno successivo per ristabilire l’equilibrio. In caso di quantità inferiori invece non c’è alcun problema. 

Con 100 Kg di rifiuto organico si ottengono approssimativamente 50 Kg di compost (o anche meno, in base a vari fattori, tra cui la qualità del compostaggio, le temperature esterne e il tipo di rifiuto organico conferito). Diffidate da tecnologie che promettono riduzioni sostanziose del materiale in ingresso in tempi eccessivamente brevi. Tali tecnologie prevedono l’utilizzo di riscaldatori supplementari che asciugano ed impoveriscono il materiale, privandolo della sua vitalità, e causando danni alle comunità microbiche che hanno invece bisogno di temperature adatte al loro metabolismo. Nelle macchine di compostaggio Ecopans, grazie al sistema di rivoltamento interno con bracci meccanici, la temperatura dei 55° viene raggiunta in modo naturale. Le pale applicate sui bracci meccanici prendono il materiale che si deposita sul fondo della vasca e lo riportano in superficie, dando così la possibilità ai microorganismi di essere continuamente ossigenati, e facendo sì che si sviluppi -in modo naturale- la temperatura idonea alla sterilizzazione. Il risultato di questo processo sarà un materiale ricco di microoganismi utili alla terra.

Perché la corteccia naturale è un prodotto compostabile che, una volta esaurito, può essere immesso direttamente nella compostiera (non genera rifiuti); la corteccia è naturale e considerata 100% rinnovabile, a differenza del carbone che è 100% di origine fossile; il consumo energetico del filtro a cortecce è di norma inferiore al consumo del filtro a carboni; la sostituzione della corteccia è un’operazione che qualunque operatore è in grado di eseguire e non presenta particolari rischi per la sicurezza degli operatori, mentre il ricambio dei carboni può sviluppare polveri e deve di norma essere effettuato da operatori specializzati.