FAQ macchine di compostaggio Ecopans

Ecopans risponde ad alcuni dubbi sulla
MACCHINA DI COMPOSTAGGIO

1. Come funziona la macchina di compostaggio?
La macchina di compostaggio ECOPANS è una macchina elettromeccanica in cui il processo aerobico viene mantenuto e accelerato dal continuo apporto di aria e dalla continua movimentazione del materiale organico. La macchina ha almeno 2 camere di compostaggio (a secondo dei modelli), separate, per ottimizzare il processo di compostaggio. I rifiuti organici vengono introdotti nella prima camera in 2 modi:
– attraverso una bocca di carico manuale, pensati per essere collocati in mense, ristoranti o piccole comunità;
– attraverso un sistema di caricamento rapido e automatico mediante una tramoggia in grado di ricevere i rifiuti raccolti dal servizio porta a porta mediante i più comuni automezzi adibiti a tale scopo.
Nelle camere i rifiuti vengono movimentati in modo automatico, ad intervalli preimpostati, attraverso una coclea, o attraverso un cilindro rotante e ossigenati costantemente grazie alla presenza di una ventola di areazione. Il passaggio del materiale da una camera alla successiva avviene in modo completamente automatico, così come l’uscita del compost. Le tempistiche di permanenza del materiale organico all’interno della macchina sono di 60 giorni a partire dal primo carico, e ogni 30 giorni dopo il primo scarico di compost.

2. La macchina può essere caricata in qualsiasi momento?
Certamente, la macchina è a flusso continuo.

3. Quali tipologie di rifiuto si possono inserire nella macchina?
– Avanzi biodegradabili di cucine e mense (scarti di verdura e frutta, pane, fondi di caffè e bustine di tè, gusci d’uovo, tovaglioli di carta sporchi di cibo e non trattati chimicamente)
– Piccoli scarti di orto e/o di giardino (fiori secchi o appassiti, foglie secche, piccoli gambi etc.)
– Segatura, piccoli scarti di corteccia e legno qualora non trattati chimicamente
– Materiale filtrante derivante dalla manutenzione periodica del biofiltro.

4. Quali tipologie di rifiuto NON si possono inserire nella macchina?
Non possono essere inseriti, seppur materiali organici, le ossa e i gusci dei molluschi (richiedono tempi molto lunghi per essere compostati).
I rifiuti non compostabili NON POSSONO ESSERE IMMESSI NELLA MACCHINA DI COMPOSTAGGIO, quali ad esempio: sassi, batterie, plastica, lattine, vetro e contenitori vari anche se contenenti residui alimentari, come ad esempio tubetti di maionese o ketchup, di pasta d’acciughe o concentrato di pomodoro, vasetti contenti resti di sugo o di altri alimenti, capsule usate di caffè, o altro materiale diverso da quello specificato dal costruttore.

5. Si possono immettere sacchetti biodegradabili?
Noi consigliamo di introdurre i rifiuti organici in sacchetti di carta compostabile oppure sfusi. I sacchetti di plastica, seppur biodegradabile, non hanno lo stesso livello di compostabilità (alcuni sono più spessi e necessitano di tempi lunghi affinché si compostino), ciò comporta poi una maggiore manutenzione interna della macchina (andrà effettuata, al bisogno, una pulizia dell’albero interno della macchina con l’utilizzo di un raccoglitore estensibile, per togliere i sacchetti che rimangono eventualmente attorcigliati ad esso).

6. Se ci mettono per sbaglio una bottiglia di plastica, cosa accade?
Ritrovo la bottiglia nel prodotto in uscita. Migliore è la qualità del rifiuto organico inserito, maggiore è il grado di purezza del compost finale. Per togliere eventuali residui di materiali non compostabili erroneamente introdotti, sarà utile utilizzare un vaglio per setacciare il materiale in uscita (applicabile da Ecopans come optional).

7. A cosa serve lo strutturante e quanto ne va aggiunto ad ogni carico?
Ad ogni caricamento di organico va aggiunta una quantità di strutturante (solitamente pellet) pari al 10-15% dell’organico introdotto. La quantità di pellet da aggiungere varia in base alla tipologia di materiale organico inserito. La sua funzione è quella di togliere l’umidità al materiale e di migliorare e aiutare il processo di compostaggio. 

8. Al posto del pellet è possibile utilizzare legno triturato?
È possibile utilizzare sfalci e ramaglie di piccole dimensioni, opportunamente sminuzzati con un cippatore fino ad arrivare ad una dimensione massima di 1-1.5 cm (le dimensioni del pellet) e ben essicati.

9. Quanti KW e che tipo di alimentazione sono necessari per l’alimentazione della macchina?
230V, 3 KW e 400V, 8-10 KW.

10. Il macchinario rimane sempre acceso? Qualora si fermasse, si possono comunque introdurre i rifiuti?
Il macchinario è a ciclo continuo, quindi è costruito per non fermarsi mai. Qualora ci fosse un’anomalia, essa è segnalata con una spia rossa ben visibile dall’operatore, ed in quel caso non si devono immettere rifiuti.

11. Il macchinario ha la necessità di rimanere fermo per certi periodi?
No. ll macchinario non necessita di rimanere fermo.

12. Prendiamo come ipotesi una scuola: nel periodo di chiusura scolastica, il macchinario rimane inattivo… cosa accade in questo caso? Può essere un problema? È indicato avviarlo? Se sì, ogni quanto? Es. la scuola rimane chiusa due mesi: è indicato avviarlo comunque una volta alla settimana? Se non la si alimenta cosa accade? E per quanti giorni al massimo si può non alimentare?
ll macchinario può rimanere fermo per un periodo indefinito e senza bisogno di essere riavviato ciclicamente. Se rimane comunque attaccato alla corrente e non vengono immessi altri rifiuti, esso scaricherà in base ai cicli impostati.

14. Ci sono controindicazioni all’utilizzo del macchinario? È opportuno distanziare il macchinario da zone dove c’è sempre la presenza di persone?
No, ma la macchina deve essere recintata, affinché sia utilizzata solo dalle persone che hanno ricevuto istruzioni sul suo utilizzo.

15. La macchina è rumorosa?
La macchina è piuttosto silenziosa, e in più le rotazioni interne per la movimentazione del materiale non sono continue, ma si attivano a cicli preimpostati, programmate in genere con attività di 10 minuti ogni ora.

16. La macchina emette cattivi odori?
Il materiale all’interno della macchina viene movimentato ed areato, per accelerare il processo di compostaggio e per evitare la formazione di cattivi odori. Se, quindi, la macchina è in funzione e viene aggiunta la sufficiente quantità di strutturante, il processo di compostaggio avviene correttamente e senza odori sgradevoli. Inoltre la macchina è dotata di un biofiltro a corteccia naturale che azzera i cattivi odori.

17. Quali precauzioni si consigliano per l’utilizzo della macchina in zone con alte temperature? E quali in basse temperature?
In entrambi i casi si consiglia l’utilizzo di una tettoia per riparare il macchinario dagli agenti atmosferici. Se la macchina andrà posizionata in zone rigide essa sarà predisposta con un riscaldatore interno per garantire costantemente un corretto processo di compostaggio.

18. Quali sono i tempi per la generazione del compost? Essi si accorciano in zone con alte temperature?
La normativa italiana, per poter parlare di compost, prevede 90 gg in totale (60 gg nella macchina di compostaggio e 30 giorni in cumulo esterno). Sicuramente il caldo accelera il processo di compostaggio, ma è difficile quantificarne la differenza.

19. E’ necessario fare manutenzione? Ogni quanto tempo è consigliata?
Una semplice e costante manutenzione garantisce una lunga e duratura vita al macchinario, pertanto con cadenza mensile è utile fare manutenzione ordinaria alle parti più sensibili alle usure (es. pulizia esterna, lubrificazione cuscinetti, controlli visivi di carattere generale)

20. Le quantità di carico indicate per ogni modello di macchina sono quelle massime consentite? Se per ipotesi nel modello da 15 kg/giorno, si eccede di 3/4 Kg a volta, cosa accade?
Sì, le quantità indicate si riferiscono alla capienza massima, è consigliabile attenersi a dette quantità, per evitare sovraccarichi e di conseguenza blocchi imprevisti alla macchina.

21. Ipotizzando 1 kg di rifiuto organico, qual’ è la quantità di compost che si ottiene?
Con 1 Kg di rifiuto organico si ottiene approssimativamente 0,5 Kg di compost (o anche meno, in base a vari fattori, tra cui la qualità del compostaggio, le temperature e il tipo di rifiuto organico conferito).